Siracusa

Sapori e colori di una terra antica

siracusa

Dieta Mediterranea è il progetto cui partecipa la Camera di Commercio di Siracusa insieme ad altre dieci Camere di Commercio del Sud Italia, che promuove e mette in vetrina la storia, la cultura, la tradizione enogastronomica della provincia di Siracusa, in una visione integrata con le risorse del territorio.

Un progetto importante perchè valorizza la tradizione enogastronomica a partire da un’attenta ricerca delle antiche ricette, fortemente legate con i ritmi della campagna, della vita familiare, delle feste che scandiscono l’anno.

La tradizione enogastronomica ha radici che affondano nel passato, ma con una sedimentazione che attraversa le diverse generazioni – da nonna a madre, da madre a figlia – giunge fino ai giorni nostri e ci affascina e suggestione con gusti e sapori che sanno d’altri tempi.

In fondo, questo progetto è anche un progetto culturale, in quanto le eccellenze enogastromiuche frutto della tradizione, sono il risultato di dell’incontro di popoli – la Sicilia nel corso dei secoli ha conosciuto le dominazioni arabe, francesi, spagnole – e le eccellenze nascono dall’incrocio, dal confronto, di culture, tradizioni mediterranee, saperi antichi , sapori perduti, che riemergono e che fanno di una realtà una storia complessa. Un progetto di valorizzazione della tradizione enogastromica come Dieta Mediterranea valorizza la storia ma al tempo stesso da un senso al futuro, lo radica nel territorio e nelle sue risorse, in modo che i prodotti della terra riescano ad esprimere la storia, la cultura, la forza di un territorio.

Il progetto Dieta Mediterranea assume un altro significato proprio nella terra siracusana, la terra del pomodorino, dell’olio extravergine – insignito di primati internazionali – , del Nero e della mandorla d’Avola, del Moscato di Siracusa, del miele di Sortino. Tutto questo su un territorio sede di ben tre siti Unesco. Infatti il territorio siracusano ha importanti potenzialità e forse la più importante è proprio la grande varietà dei prodotti: dall’olio di primissima qualità al vino, alle arance rosse , ai limoni, al miele. Tutta questa produzione rappresenta la nostra tradizione agricola, ma al tempo stesso anche un’opportunità economica poichè questi prodotti si stanno orientando sempre più verso la produzione di qualità. E la qualità è il frutto non solo della tecnica di produzione, ma anche della capacità del prodotto di riecheggiare la cultura, il rapporto con il territorio, la sapienza dell’uomo che l’ha prodotto.

Di rilievo sono poi le implicazioni del progetto Dieta Mediterranea con il turismo nella nostra terra: se l’agroalimentare è uno dei fattori fondamentali per lo sviluppo dell’area, il turismo – che si è modernizzato in questi ultimi anni e che ha ancora un’enorme potenziale – costituisce il “luogo” privilegiato in cui la tradizione enogastronomica di qualità deve essere valorizzata, promossa e commercializzata.

L’integrazione tra turismo, cultura, territorio, produzione agroalimentare di qualità costituisce una autentica punta di diamante del sistema produttivo locale. Un turismo che sia più attento al territorio ed alla sua storia, che abbandoni il modello “mordi e fuggi” ancora presente e si evolva verso un rapporto del visitatore-viaggiatore con le persone dei luoghi visitati.

Se il turismo diventa incontro tra persone, allora il cibo è il più potente veicolo di cultura ed il più efficace costruttore di relazioni. Inoltre in Sicilia, nella terra siracusana, c’è un altro fattore vincente: l’ospitalità ed il calore della gente. Forse proprio a causa delle tante dominazioni dei secoli passati, quello siciliano è popolo accogliente e l’isola nel cuore del mediterraneo è sempre pronta ad ospitare: la capacità di accoglienza con l’ospite è un vero fattore distintivo di competitività.

E il mondo – oggi più che mai, in un contesto globalizzato e quasi senza identità, con una crisi finanziaria globale in atto – ha bisogno di un’economia che riparta dalle persone, dal lavoro, dalla cultura e dal territorio.